Cookie Policy Ego e pubblicazione di libri - Alessandro Proietti

Come accennavo qualche video fa ho inviato il mio manoscritto a diversi editori, alcuni hanno tentato di far leva sul mio ego, perché è pericoloso accettare queste proposte?

Le tempistiche

Ho inviato il mio manoscritto più o meno nell’ultima decade di dicembre e, incredibilmente, ho ricevuto le prime proposte a gennaio. Non trovate che sia un tempo un tantino breve? Insomma, pensiamoci, di solito un editore scrive che ci vogliono almeno tre mesi per leggere un manoscritto, questo perché ne riceve molti al giorno, alcuni dicono anche dodici mesi dalla ricezione. Quindi, considerato che di mezzo c’erano anche i giorni festivi di Natale e Capodanno, mi sembrava davvero strano che qualcuno avesse già letto tutto. 

Infatti quando mi hanno avvisato che ero stato selezionato, alcuni non sono nemmeno stati in grado di dirmi il perché, mentre altri hanno inserito nella mail un paio di righe, tra l’altro che dimostravano scarsa conoscenza del manoscritto, per comunicarmi che erano pronti a pubblicare. Io ho una certa esperienza con queste cose e quindi non mi sono fatto ingannare, e difatti, analizzando le proposte, erano da scartare, cosa ci fosse sui contratti lo analizzeremo un’altra volta. Quello che mi interessa è la lezione sull’ego da scrittori.

Il tentativo di sedurvi

Quello che è chiaro da esprerienze di questo tipo è che queste case editrici cercano di far leva sul nostro orgoglio, diciamocelo: tutti gli aspiranti scrittori si sentono al settimo cielo quando ricevono una proposta di contratto. Questo è del tutto normale ma dobbiamo essere in grado di far scemare questo entusiasmo per entrare in uno stato d’animo più razionale. 

Se dopo dieci giorni dall’invio qualcuno vi offre un contratto senza nemmeno spiegarvi cosa lo abbia colpito, c’è solo una spiegazione: vuole sedurre il vostro ego. 

Vuole farvi sentire speciali, farvi credere che abbiate scritto un grande romanzo, ma la realtà è che nemmeno lo ha letto, se non l’inizio e la fine. Questi editori puntano sulla quantità delle pubblicazioni per fare cassa, non gli importa di proporre qualcosa di qualità. Il nostro obiettivo da aspiranti scrittori dovrebbe essere quello di trovare qualcuno pronto a sostenere la nostra opera e quello che ha da dire, ammesso che meriti di essere pubblicata, altrimenti non ha senso pubblicare con un editore.

Tre consigli per non farsi fregare dal proprio ego

Se vuoi evitare di farti fregare da chi se ne vuole approfittare i tre consigli che ti do sono questi:

  1. fai passare almeno una giornata da quando ricevi la mail che ti comunica di aver passato le selezioni, in questo modo lascerai il tempo al tuo cervello di far scemare un po’ l’entusiasmo, sarai più razionale;
  2. riguarda le pubblicazioni della casa editrice e contatta qualcuno per capire come si è trovato a lavorare con loro;
  3. individua eventuali magagne e costi nascosti nel contratto di pubblicazione, infatti questi editori spesso guadagnano dall’acquisto di copie da parte dell’autore. Può capitare che l’autore sia fortemente incentivato ad acquistarne un numero ingente.